mercoledì 28 dicembre 2011

Anno vecchio… vita nuova!


Tutto odora di vecchio in quest'anno che muore. Nemmeno la pubblicità riesce più a stupirci con effetti speciali. Tutto odora di vecchio. Persino le nostre parole sono logore, non riusciamo a trovare il senso più antico e più vero dell'augurio che accompagna una festa, una ricorrenza importante, un giro di calendario. Il mondo ci sta franando sotto i piedi; per ora ci arrivano una serie di smottamenti: piccoli, ma progressivi e diffusi, e noi continuiamo a far finta di niente. Anzi, quando tutto sembra vacilare, diventiamo ancora più egoisti e pericolosi: i sogni si fanno più futili e le voglie più ciniche quando la realtà diventa più dura. Sogniamo la villa holliwoodiana e non vogliamo sentir parlare di baraccopoli.
 
 Anche quest'anno abbiamo sprecato 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, pari a un terzo di tutto il cibo prodotto nel mondo e lasciamo che a bucare lo schermo siano solo gli occhi  dei nostri attori preferiti e non quelli di questi bambini. C'è un mondo vecchio che continua a festeggiare l'anno nuovo in modo vecchio: calciatori che continuamo a taroccare le partite di calcio, politici che continuano a vendere illusioni e nascondere privilegi, uomini di spettacolo e miliardari viziati che continuano a dirci che il problema è altrove. Chissà perché, il problema è sempre altrove... Eppure non mancano i segni inequivocabili di uno scricchiolìo - fausto per alcuni, infausto per altri - che sta cambiando il panorama mondiale: non ricordiamo solo il 1989, come data in cui è caduto il  muro di Berlino, perché tra il 2007 e il 2008 è caduto un altro muro, quello di Wall Street, che separava l'etica dall'economia. Di colpo è apparso davanti a tutti un mondo verminoso in doppio petto: profitto senza responsabilità, finanza senza economia, capitale senza lavoro…
Di fronte al potere ovattato e invisibile dei Consigli di amministrazione di multinazionali con un fatturato che fa impallidire il Pil di molti Stati africani ( e non solo) i Parlamenti appaiono luoghi folcloristici e inconcludenti. Nello stesso tempo, i giovani si sono accorti che abbiamo loro rubato il futuro e fanno sentire la loro indignazione. Il vento del Nord Africa sta travolgendo sistemi autoritari  apparentemente inossidabili: la guerra del pane, nata in Tunisia, è diventata guerra di libertà e ha contagiato l'Egitto, la Libia, la Siria, dove continua a scorrere il sangue, fra il disinteresse di tutti… Nuovi scenari, nuove sfide, nuove opportunità, forse anche nuovi pericoli, certamente nuove speranze. Perché nessuno comincia a fare uno più uno più uno?  Anno vecchio vita nuova…

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