sabato 7 gennaio 2012

I giovani e i vecchi


«Noi dobbiamo custodire i giovani come figli capaci, i giovani saranno pii e in loro ci sarà sempre uno spirito di scienza e di intelligenza»: ecco una perla straordinaria - e per me sconosciuta - dell’Antico Testamento, che appartiene a una parte del libro di Daniele lasciata cadere nell’antica versione greca della Bibbia, detta dei Settanta, perché ritenuta imprecisa e poco fedele all’originale semitico. Debbo questa segnalazione a un giovane biblista, don Marco Settembrini, che insegna Sacra Scrittura alla Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. Già la storia di Susanna, narrata nel libro di Daniele, non è molto nota, per di più declassata, dopo Lutero, tra i libri apocrifi. L’episodio è inquietante e – ahimè – non raro: due vecchi lussuriosi tentano di sedurre la giovane Susanna, “bella di aspetto” e “delicata”, e dinanzi al suo rifiuto la portano in giudizio, accusandola di adulterio. 
"Susanna e gli anziani" di Théodore Chassériau (1819-1856)
Ma la sua preghiera non resta inascoltata: a salvarla dalla sicura condanna a morte è il giovane Daniele, che irrompe sulla scena, rivendicandone l’innocenza e smascherando i suoi accusatori con un brillante stratagemma alla “Sherlock Holmes”. In un articolo puntuale e interessante sull’argomento, don Marco Settembrini ripesca questo testo, sacrificato da una versione attribuita a Teodozione, che oppone dei vecchi, prigionieri delle proprie passioni, pronti alla violenza e certi dell’impunità, ottenuta con la complicità dei propri simili, allo spirito di sapienza elargito a Daniele. Qui il discorso si allarga, però: i giovani “sono prediletti per la loro generosità, la loro devozione e la perspicacia… sono da stimare perché pronti a offrire e a offrirsi con sincerità”; saranno quindi “oggetto di speciale custodia – commenta sempre Settembrini – perché destinata ad assumere le redini della società”. Il libro si chiude quindi con uno straordinario messaggio di speranza: “la speranza di un abbraccio tra padri e figli… Gli uomini possono giungere alla paralisi del cuore e divenire incapaci di insegnare ma la preghiera dell’umile può ottenere un intervento dal cielo perché il giovane sia ancora una volta investito dall’alto”.
 

(Il testo di M. Settembrini, “Nei giovani ci sarà sempre uno spirito di scienza edi intelligenza” (Dn 13,62B), è stato pubblicato sul n. 61/2010 di “Parola Spirito e Vita”, pp. 67-76).

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