venerdì 6 gennaio 2012

Luisito Bianchi, il "disarmato"

Così "Avvenire" di venerdì 6 gennaio 2012 annuncia la morte di una figura insolita e davvero straordinaria di prete: operaio, scrittore, testimone discreto e vibrante di una fede vissuta sul campo, con coraggio e coerenza. L'ho incontrato a Roma, qualche anno fa: uno sguardo intenso, lunghi silenzi, poche parole, oltre le quali s'intravedeva un mondo ricco, segreto, affascinante. Prima di quell'incontro avevo letto "La messa dell'uomo disarmato", un lungo romanzo sulla resistenza (circa 850 pagine!), che può considerarsi un vero e proprio caso letterario. Rifiutato da molti editori, soprattutto per la sua mole e l'investimento che richiedeva la pubblicazione, ha cominciato a circolare in forma autofinanziata e  semiclandestina, tra il 1989 e il 1995. Il successo è stato immediato e, quello che è più interessante, veicolato solo da un tam tam di consensi entusiasti dei lettori, finché non viene ripreso e pubblicato dall'editore Sironi nel 2003; in due anni conosce ben cinque edizioni! Se ne interessa la stampa nazionale: il Corriere della sera scrive: "Una rivelazione, davvero. Un capolavoro; sì, un capolavoro" e l'Unità lo descrive come "un romanzo davvero sorprendente nella struttura e nei contenuti".
La storia di una persona non si può certo identificare con la storia di uno dei suoi libri; eppure "La messa dell'uomo disarmato" ci offre una spaccato dell'Italia lacerata dalla guerra fra il 1940 e il 1943, quando l'occupazione nazista spinge a compiere scelte radicali, che coinvolgono un monastero e in particolare un monaco, che abbraccia la via della clandestinità, accanto ai partigiani per celebrare la messa dell'uomo disarmato. Sullo sfondo un'Italia in bilico fra i valori consolidati della famiglia e della fede, e un nuovo mondo che si affaccia e prepara il boom economico. Il modo migliore per onorare la memoria di Luisito Bianchi è rilanciare una grande campagna di diffusione di questo romanzo. Chi non sa cosa regalare a un amico ha un problema in meno e un'opportunità in più.




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