domenica 29 aprile 2012

I miscredenti riflettono di più (???)

Sull'inserto culturale del Corriere della sera di domenica 29 aprile ("Letture", p. 8) Massimo Piattelli Palmarini presenta la ricerca dello psicologo cognitivista Shane Frederick, che ha messo a punto un "Test di riflessione cognitiva".
Il test è stato ripreso nell'ultimo numero della rivista "Cognition", dove si sarebbe accertata una correlazione fra le credenze religiose e la tendenza a rispondere impulsivamente - in modo intuitivo ma errato -  al test. 
"Detto molto semplicemente - spiega l'autore dell'articolo - coloro che hanno una spontanea tendenza a verificare sempre tutto prima di credere e a vagliare bene quanto viene affermato, sono restii ad abbracciare una religione, a credere a fenomeni sovrannaturali, ad essere incuriositi dalle manifestazioni cosiddette paranormali". 
L'accostamento fra fenomeni così diversi è davvero strabiliante. Non verrà in mente a qualcuno che una fede critica in un Dio trascedente possa essere qualcosa di leggermente più serio che credere negli Ufo? 
È stato spesso detto che la differenza fra credenti e non credenti starebbe nel punto interrogativo, che i credenti non userebbero mai (?). Che bello! Una volta tanto accade il contrario; all'articolo in questione il giornale ha dato questo titolo: "I miscredenti riflettono di più". Forse qui un bel punto interrogativo ci sarebbe stato proprio bene! (punto esclamativo).

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