martedì 7 agosto 2012

I cattolici e il paese - 4. 2-3. Infoscienza all'italiana

la politica è un’arte fondata su una scienza: non un’arte che possa far affidamento soltanto su un’intuizione estetica o su una tecnica di governo, e nemmeno una scienza pura, fatta di esperimenti, leggi e teorie. Un po’ come la medicina, l’educazione, la cultura: è essenziale un quadro di riferimento teorico, un complesso di conoscenze dinamiche e in via di costante aggiornamento, messi al servizio di interventi concreti, perfettibili e mirati. Il rapporto tra natura e cultura può aiutarci: la cultura, anche nel senso etimologico del termine, è una forma di “coltivazione spirituale” della natura. Come ogni bravo agricoltore, deve prima di tutto conoscere i ritmi, le potenzialità, la fisiologia e la patologia della realtà naturale; la deve conoscere ma anche rispettare e amare, se vuole promuoverla e condurla al di là di se stessa. Deve saper dissodare, seminare, potare, allevare. In questo modo l’uomo restituisce creativamente alla natura molto più di quanto ha ricevuto: per questo la cultura è una “seconda natura”. Si potrà dire lo stesso della politica?

























È compito della politica selezionare la parte buona del paese reale e su di essa innestare l’utopia concreta di una nuova città ideale. Dobbiamo tornare a scavare tra storia e cultura: come ha scritto Gadamer, “il futuro dipende dalle origini”. Abbiamo miniere gonfie di filoni d’oro e preferiamo vivere in superficie, alla periferia dell’Impero, dove tutto è grigio e insapore. Forse il Brunello di Montalcino è un po’ meglio della coca cola…
Non si tratta di essere nazionalisti: il nazionalismo è una forma ottusa di prevaricazione fondata sulla forza. Si tratta di essere creativi: la creatività è la forma generosa del dono, sintesi unica di genialità e umiltà.


Tutti i post che hanno composto questo percorso in 10 punti, riveduti e integrati, confluiranno nel libro "I cattolici e il paese" (La Scuola, Brescia), che sarà pubblicato entro gennaio 2013

2 commenti:

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    1. Grazie prof. Alici, un invito alla lungimiranza, a non accontentarsi di navigare a vista. Un post che dice tanto del suo amore per l'Italia. Abbiamo bisogno di parole, come queste, capaci di farci alzare lo sguardo, capaci di coniugare insieme senso orgoglio per la nostra storia e nello stesso tempo attenzione progettuale per il nostro futuro.
      Grazie...

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