sabato 4 agosto 2012

I cattolici e il paese – 4.1. La città ideale


 Se non si ha l’umiltà di porsi in ascolto del paese reale, di conoscerne le potenzialità, le attese, le risorse, le criticità, si corre il rischio dell’ideologia, che entra a gamba tesa nei problemi, producendo dei danni umani e sociali incalcolabili. Il ragionamento implicito è all’incirca il seguente: se la storia non si adatta ai nostri schemi, tanto peggio per la storia.


«La vera speranza cristiana non è un'evasione. La speranza nell'aldilà sollecita nell'immediato la volontà di organizzare l'aldiqua. Tutte le parabole della Scrittura, quella delle vergini stolte e delle vergini sagge, quella dell'invitato a nozze che non ha indossato l'abito della festa, quella dei talenti, e altre ancora, convergono su questo tema: L'aldilà o è fin da ora tra voi e attraverso voi, oppure non sarà per voi» (E. Mounier, La paura dell'artificiale. Progresso, catastrofe, angoscia, Città Aperta, Troina 2007, p. 79).

Tutti i post che hanno composto questo percorso in 10 punti, riveduti e integrati, confluiranno nel libro "I cattolici e il paese" (La Scuola, Brescia), che sarà pubblicato entro gennaio 2013

1 commento:

  1. La speranza cristiana è dono di Dio, proprio e solo per questo nessuno la può togliere. Grazie per la riflessione!

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