giovedì 27 settembre 2012

7. 2. La politica e la paura del canocchiale

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In etica spesso ci si accontenta di richiamare alcuni principi inderogabili, senza sforzarsi di articolarli in una scala graduata di valori dalla quale ricavare un ordine di priorità, essenziale per raccogliere la sfida empirica della soluzione dei conflitti. Nell’ordine del bene e del male c’è in realtà una scala del più e del meno entro la quale, oscillando tra bene maggiore e male minore, l’etica pubblica deve sforzarsi di correlare politica ed economia
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 La politica che non governa l’economia alla fine le lascia fare i suoi interessi, nell’illusione di nutrirsene o di raccogliere qualche briciola.
Per uscire da questo triangolo scomposto, alla base di una pericolosa anomia che allenta e disarticola i legami sociali, è necessario che tutti comincino a guardare nel canocchiale, a cominciare dall’etica e dalla politica. 
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Il cannocchiale si deve puntare anche sulla trama virtuosa di quelle porzioni di “società civile”, che sono in grado di mediare rapporti corti (dall’amicale al familiare) e rapporti lunghi (dove la sfera pubblica sopravanza sempre più quella degli Stati nazionali, raggiungendo ormai dimensioni planetarie). Il civile così inteso non è riducibile ad arcipelaghi di attori sociali isolati dallo Stato e non riguarda soltanto un settore della società (il “terzo settore”), ma esprime una qualità specifica del cosiddetto “privato sociale”, capace di produrre un prezioso bene di reciprocità sociale, senza peraltro rinunciare a priori alle ricompense e ai vantaggi che può generare
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Tagliare gli sprechi della politica – osceni e pervasivi, come s’intuiva da tempo e come ora, con ipocrisia insopportabile, alcuni politici cominciano ad ammettere – è una condizione necessaria ma non sufficiente per una buona politica. Se la contabilità diventasse un fine assoluto, basterebbe chiudere scuole e ospedali e il bilancio dello stato tornerebbe di colpo in attivo. Un po’ meno la vita della gente.
Siamo così rinviati a quel difficile equilibrio tra mezzi e fine, senza il quale nessuna comunità umana può pretendere di aspirare a qualcosa che assomigli a una vita buona.

Tutti i post che hanno composto questo percorso in 10 punti, riveduti e integrati, confluiranno nel libro "I cattolici e il paese" (La Scuola, Brescia), che sarà pubblicato entro gennaio 2013

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