mercoledì 5 settembre 2012

I cattolici e il paese – 6. 2. Bene comune “biodegradabile”?

…… i valori che presiedono alla fioritura di un mondo comune li oggi avvertiamo come inesorabilmente “biodegradabili”. Come i sacchetti di plastica di nuova generazione: macerano insieme ai loro contenuti. O come un tappeto, nobile e glorioso, abbellito dai ricami preziosi e diversi, sopra il quale camminiamo tutti: nessuno ne cura più la manutenzione, mentre i singoli e i gruppi cercano di accaparrarsene spazi sempre più ampi. Ogni tribù politica è intenta a decorare in superficie la propria parte, per renderla più appetibile e invitante, senza preoccuparsi della trama e dell’ordito sottostante. Fra una tribù e l’altra il tessuto appare sempre più liso e cedevole, ma nessuno se ne dà cura. Come non vedere in quest’atteggiamento miope l’anticamera di un suicidio politico collettivo?

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oggi, abbiamo bisogno di collanti civili in quantità industriali. Non qualche pillola, ma vere e proprie flebo da immettere nelle vene profonde del paese. Inutile illudersi: la società politica ha certamente bisogno di condizioni “esterne” che garantiscano la vita civile, a cominciare dalla natura della partecipazione democratica, che implica una costante manutenzione dello stato sociale e una cornice di presidi irrinunciabili per un’autentica communicatio (la scuola, il calendario, la piazza, l’informazione, la giustizia…). Ma prima ancora di tutto questo, c’è bisogno di ritrovare e preservare i pilastri fondamentali e non “biodegradabili” della convivenza. 

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Tutti i post che hanno composto questo percorso in 10 punti, riveduti e integrati, confluiranno nel libro "I cattolici e il paese" (La Scuola, Brescia), che sarà pubblicato entro gennaio 2013

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