lunedì 15 ottobre 2012

8. 2. Democrazia orfana?

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in passato è accaduto che il popolo, destinatario del potere politico, si era stancato di attendere, lasciandosi tentare da una riconquista rivoluzionaria. Non è che le cose siano andate molto bene (a parte quanto è accaduto negli Stati Uniti): al di là di una serie di conquiste innegabili, la rivoluzione francese ci ha regalato Napoleone, quella sovietica Stalin, quella cinese Mao. Oggi sembra accadere un fenomeno molto più complesso: mentre il potere si allontana dal popolo, il popolo si allontana da se stesso. 
Il primo aspetto è il più evidente e scontato: in qualunque circostanza, se si vuole strappare un applauso unanime e a buon mercato, basta criticare i politici. Ma il secondo fenomeno dovrebbe preoccuparci ancora di più. Agostino scriveva, ricordando Cicerone, che la respublica è res populi: la cosa pubblica è cosa del popolo. Ma chi è oggi il popolo? Chi può dire di sentirsi popolo? 
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Che ne è del popolo, In una società atomistica e dissociata, fatta di individui accecati dalla bandiera libertaria e pronti a rilasciare, in cambio di uno spazio privato garantito da esenzioni e impunità, una delega in bianco alla politica, che promette di risolverci i problemi, invitando a sbarazzarci di ogni dovere di partecipazione e solidarietà? Chi prende il posto del popolo nell’epoca della democrazia tradita? Lo prende forse l’apparato mediatico, dinanzi al quale il politico – non a caso – s’inchina sempre con grande riverenza, accettando un baratto in nome di una reciproca convenienza: visibilità in cambio di audience. Il potere mediatico ti accoglie a corte e ti mette sulla bocca di tutti purché tu accetti di stare al suo gioco, che è quello di sceneggiare il conflitto per inchiodare alla poltrona i telespettatori, fra la distrazione imperdonabile delle agenzie educative e la complicità divertita dei soliti intellettuali da salotto, peraltro pagati piuttosto bene. 
In quest’alleanza perversa di poteri, in cui il rampante e il telegenico hanno il sopravvento sull’onesto e il competente, a perdere è solo la verità. Ma chi s’interessa più della verità? 
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Tutti i post che hanno composto questo percorso in 10 punti, riveduti e integrati, confluiranno nel libro "I cattolici e il paese" (La Scuola, Brescia), che sarà pubblicato entro gennaio 2013

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