mercoledì 7 novembre 2012

I cattolici e il paese - 9.2. Partiti e antipartiti

Se la denuncia della degenerazione partitocratica è una strada larga e in discesa, il tentativo di riqualificare i partiti come luoghi della partecipazione democratica è certamente una strada stretta e in salita. 
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Nei nuovi scenari che caratterizzano il quadro politico odierno, non solo italiano, si sperimentano altri tentativi di ripensare il rapporto fra democrazia, potere e consenso, dinanzi ai quali dobbiamo sempre chiederci se si tratti di una nuova strada, che merita di essere esplorata e percorsa, o di una scorciatoia equivoca e pericolosa. Oggi l'alternativa ai partiti tradizionali non si presenta come un altro partito, ma come una lobby, un gruppo di pressione, un movimento, e sembra assumere due forme diverse: o si inseguono obiettivi settoriali con metodi tradizionali oppure obiettivi politici generali con metodi del tutto nuovi. ………
Siamo allora rinviati a una domanda fondamentale: chi media fra il popolo e le istituzioni? La riposta tradizionale era: i partiti, entro un sistema di regole democratiche condivise. Se è vero che l'istituzione garantisce e promuove il bene comune, i partiti (non il  Partito!) non sono interessati a una "parte" del bene comune, ma ne danno una interpretazione consapevolmente "parziale"; interpretano cioè l'interesse generale alla luce di un quadro valoriale di riferimento, di una (sempre inevitabile) semplificazione ideologica, di un giudizio storico concreto, di un ordine di priorità, da cui far scaturire una sintesi politica che si deve trasformare in progetto. 
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È il bene comune il principio - sostanziale, non formale - di legittimazione democratica; i partiti non sono autorizzati né a dimenticarlo nei fatti (a parole quasi tutti se ne ricordano) né ad accaparrarsene un pezzo di cui rivendicare il copyright. Solo accettando un quadro valoriale comune (quindi assumendo anche il patrimonio costituzionale in senso sostanziale e non puramente formale) si è legittimati ad esserne interpreti parziali e disposti ad assumere una comune responsabilità, che vincola in forme diverse, nella competizione democratica, maggioranza e minoranza. 
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Masaniello può essere un modo efficace per scuotere dall'esterno un sistema che non ce la fa ad autoriformarsi, purché il partito anti-partito non si riveli un colpo di grazia per la democrazia.
Tutti i post che hanno composto questo percorso in 10 punti, riveduti e integrati, confluiranno nel libro "I cattolici e il paese" (La Scuola, Brescia), che sarà pubblicato entro gennaio 2013

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