domenica 4 novembre 2012

Potere senza responsabilità

«Il principe disegnato da Machiavelli oggi ha un nuovo look: si materializza in una miriade di burocrati piccolo-borghesi, ossequiosi fino all’adulazione con i superiori e spietati fino alla crudeltà con i sottoposti. Lo si incontra nel sottobosco della politica, nel mondo delle professioni, dei grandi manager di aziende: invidie, gelosie, tranelli; un repertorio di conflittualità in doppiopetto, che ci si illude di riscattare come una indispensabile strategia per affermarsi…  
Ieri il principe cercava la visibilità con opposte strategie: non soltanto con disegni imperialisti e guerre di conquista, ma anche con il mecenatismo, circondandosi di artisti, scrittori, scienziati che celebrassero la sua gloria imperitura. Oggi l’uomo di potere tende a dissimulare ancora di più la prima strategia e ad esibire la seconda, riducendola – ahimè – ad un’effimera futilità: frequenta gli studi televisi, ha un bisogno famelico di telecamere, di interviste, di servizi.
Il potere teme la reciprocità, ma finge di inseguirla per riaffermare la propria supremazia. Ostentare la reciprocità in molti casi è il modo più ipocrita per negarla. Alcuni uomini politici sono un’icona vivente di questo mix sfrontato di invisibile e visibile: lasciatemi lavorare per il vostro bene, non posso dirvi tutto, forse nemmeno voi volete conoscere davvero la verità, l’importante è che io vi faccia sognare e che voi mi consacriate come il grande affabulatore. Non c’è più bisogno di un papa per consacrare l’imperatore, bastano i sondaggi.
Molti politici venderebbero l’anima, insieme ad attricette sgallettate, a sportivi che non lo fanno per sport, ad intellettuali sulla cresta dell’onda, per un passaggio in una trasmissione televisiva di massimo ascolto, in cui possano essere intervistati, presentare il loro ultimo libro, lasciare il segno con una battuta fulminante. D’altro canto, come non capirli? I grandi network decidono a tavolino chi elevare agli altari e chi gettare nella polvere, chi condannare e chi perdonare. Proprio come Dio».
(L. Alici, Cielo di plastica)
 

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