sabato 26 gennaio 2013

I cattolici e il paese



Introduzione
Da anni riemerge ciclicamente in Italia un dibattito sulla “presenza” politica dei cristiani e sull’opportunità o meno di dar vita a un partito di cattolici. Recentemente, in un intervento sul “Corriere della sera” (11 giugno 2012), Dario Antiseri ha riproposto, con la consueta passione e chiarezza, il problema della rilevanza politica del cattolicesimo italiano: «La diaspora politica dei cattolici, seguita vent’anni fa al collasso della Dc, li ha resi presenti ovunque e inefficaci dappertutto». Ne è seguito un dibattito interessante, al quale hanno partecipato, tra gli altri, Andrea Riccardi, che preferisce parlare di «condensazioni» e di «credenti che saranno una rete radicata tra la gente», ed Ernesto Galli della Loggia, secondo il quale «se il sistema politico non ha bisogno di un partito cattolico, viceversa di una voce cristiana, e dunque anche cattolica, di un’iniziativa politica alta che rechi il segno di quell’ispirazione, l’Italia ha sicuramente bisogno».
La provocazione è forte, in ogni caso: i cattolici non possono continuare a restare rintanati nella retorica dell’impegno e del bene comune, senza correre il rischio di fare un passo avanti. Ma un passo avanti verso dove? Verso il partito dei cattolici o verso una nuova capacità di proposta e di progetto, non intollerante o nostalgica, ma nemmeno evasiva e inconcludente? A partire da questi interrogativi ho cercato di dar vita a un blog (Dialogando: http://luigialici.blogspot.it/), che ha interessato un numero di lettori molto alto, in Italia e all’estero, e che è all’origine di questo libro. Il materiale “postato” in rete trova qui una sistemazione più rigorosa e documentata, che tiene conto dei riscontri ricevuti, anche attraverso numerosi incontri pubblici, cercando tuttavia di mantenerne il tono originario, colloquiale e non accademico, nella speranza di continuare in forma diversa quel dialogo aperto e cordiale da cui il discorso ha preso le mosse.
L’intento è interrogare in modo costruttivo il senso profondo della crisi di idee, valori e relazioni che vive il nostro paese. Pur riconoscendo che la risposta diretta a tale crisi ha una sua innegabile urgenza e comporta anche scelte di campo militanti e immediate in termini di programmi, schieramenti e alleanze, per parte mia ho preferito raccogliere soprattutto il versante culturale di questa sfida, che va ben oltre una scadenza elettorale immediata. È sempre il più importante che dovrebbe orientare il più urgente; dal modo in cui s’imposta il primo passo dipende anche il modo in cui si realizza (o non si realizza) il secondo.
A tale scopo ho cercato d’istruire la questione nei suoi termini fondamentali, abbozzando un’agenda in dieci punti, per esplorare e attraversare quella difficile linea di confine che distingue e insieme mette in comunicazione fede e politica. Lungo questo crinale l’intera comunità cristiana è messa alla prova nella sua laicità e l’intero orizzonte della politica è provocato nella sua credibilità. Un invito a ritrovare ragioni profonde di partecipazione e reciprocità: “insieme” non è solo un avverbio di modo, ma anche un nome collettivo, di cui nessuno può rivendicare il copyright.
Sono consapevole che questo libro potrebbe apparire troppo “cattolico” a chi vorrebbe neutralizzare gli spazi della politica, privatizzando quelli della fede, e forse troppo poco “cattolico” a chi vorrebbe estendere gli spazi della fede, anche a costo di ridimensionare drasticamente quelli della politica. Ma questo è il rischio di ogni discorso di frontiera, quando si crede più nel dialogo che nel monologo. Le differenze sono ponti, non muri (pp. 5-7).

L. Alici, I cattolici e il paese. Provocazioni per la politica, La Scuola,  Brescia 2013, pp. 160, € 9.

Il libro nasce dal percorso abbozzato negli ultimi mesi in questo blog. Ringrazio tutti i miei lettori per il loro incoraggiamento e i suggerimenti che mi hanno dato, di cui ho cercato di fare tesoro nel rielaborare e integrare il materiale originario.

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