venerdì 18 gennaio 2013

Soggettività e infinito

«Là dove la strada si biforca 
(e dove ciò sia, non si può dirlo in modo oggettivo, 
poiché consiste per l'appunto in ciò la soggettività), 
il sapere oggettivo è sospeso.

Oggettivamente non si ha che incertezza, 
ma è precisamente questo che pone in tensione 
la passione infinità dell'interiorità, 
e la verità è appunto questo colpo d'audacia:

scegliere con la passione dell'infinitezza 
ciò ch'è oggettivamente incerto»

(S. Kierkegaard, Postilla conclusiva non scientifica)


«La fede è rischio non perché il credente corra il rischio di credere in qualcosa che un giorno potrebbe rivelarsi falso, ma, giusto il contrario, perché essa, in quanto rifiuto del criterio della certezza oggettiva, pone a rischio di falsità tutto ciò che è stato conquistato cpm questo criterio»
(U. Regina, Kierkegaard. L'arte di esistere, Morcelliana)


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