domenica 18 agosto 2013

Nostalgia del padre

L'ultimo libro di Massimo Recalcati riprende e approfondisce un tema costantemente al centro della sua ricerca, al quale aveva dedicato anche un libro precedente (Cosa resta del padre, Cortina, Milano 2011). 
Ora quella tesi di fondo è ripresa e suggestivamente riorganizzata intorno al mito di Telemaco, alla luce del quale l'Autore discute alcune delle figure centrali della psicanalisi e della cultura contemporanea. Secondo Recalcati «noi siamo nell'epoca del tramonto irreversibile del padre, ma siamo anche nell'epoca di Telemaco: le nuove generazioni guardano il mare aspettando che qualcosa del padre ritorni» (p. 13). Nel racconto dell'Odissea Telemaco è il figlio di Ulisse, che non rinuncia a cercare e attendere il ritorno del padre, mentre è costretto ad assistere impotente allo scempio che viene fatto della sua casa dai Proci e al loro corteggiamento asfissiante nei confronti di Penelope.
Recalcati oppone il "figlio-Telemaco" al "figlio-Edipo", che in realtà, nella rielaborazione freudiana del racconto di Sofocle, non sa essere figlio, coltivando il sogno di un'autonomia totale dall'Altro e alimentando il mito del desiderio come liberazione da ogni limite. Negli anni '70, una estremizzazione di questo modello porterà ad idealizzare il "figlio-Anti-Edipo", che porta a un elogio incondizionato del desiderio contro la Legge, mentre il cosiddetto "figlio-Narciso" domina gli ultimi decenni, segnati dall'evaporazione della figura del padre: non solo l'ordine familiare è piegato alle esigenze narcisistiche del bambino, ma viene esplicitamente delegittimata ogni azione educativa che si faccia carico di una responsabilità formativa.
Nell'epoca di una libertà irresponsabile, prigioniera del mito di un godimento fine a se stesso, dobbiamo però fare i conti con l'impossibilità di affrancarci da una Legge che è a fondamento di ogni Civiltà e che rende possibili tutte le altre Leggi: Recalcati la chiama "Legge della parola", definendola come «la Legge del riconoscimento del desiderio dell'Altro di cui si nutre la vita umana» (p. 33).
Il fantasma ipermoderno della libertà, molto più radicalmente che in Nietzsche, rifiuta l'esperienza del limite e la possibilità di riconoscerci come figli, illudendosi di trasformare l'umano in una pura macchina di godimento. In realtà, «la retorica del divenire genitori di se stessi di cui il nosto tempo è uno sponsor allucinato trascura che nessuna vita umana si costituisce da sé» (p. 57). 
Dunque evaporazione del padre ed evaporazione della Legge della parola vanno insieme. In questo modo, «in una sorta di Edipo rovesciato, sono i padri che uccidono i loro figli» (pp. 76-77), pur non volendo smettere, a loro volta, di fare i figli, in una generale confusione delle generazioni.
A differenza di Edipo e di Narciso, Telemaco è il figlio che si nutre del nome del Padre e lo fa esistere. Proprio come Gesù. Telemaco incarna quindi la figura del "giusto erede", che deve riconquistare la propria eredità, rinunciando sia a un "eccesso di memoria" come pura ripetizione del passato (contro cui anche Gesù mette in guardia, invitando a lasciare che i morti seppelliscano i loro morti), sia a recidere ogni legame con il passato rifiutando ogni debito simbolico dall'Altro. Ecco il messaggio di fondo del libro: «Ogni essere umano viene dall'Altro, abita il linguaggio, è in una relazione di debito simbolico con l'altro da cui proviene» (pp. 135-136). Fede, promessa e testimonianza diventano allora le forme positive di una "giusta eredità" che dobbiamo raccogliere e valorizzare.
Un libro intenso e coraggioso, insidiato ogni tanto da qualche tecnicalità psicanalitica, che lascia però aperta una domanda fondamentale: come poter passare dall'epoca di Edipo e di Narciso a quella di Telemaco? Come sottrarsi all'ipoteca pervasiva di un nichilismo iperedonistico in modo che i padri si riconoscano figli e i figli possano desiderare il ritorno del padre? Una domanda non nuova: è quella che animò il dibattito dei Padri nei primi secoli cristiani, portando a preferire la storia di Gesù al mito di Telemaco.

M. RECALCATI, Il complesso di Telemaco. Genitori e figli dopo il tramonto del padre, Feltrinelli, Milano 2013, pp. 155.

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