domenica 22 dicembre 2013

Rosso fisso al semaforo della vita

Arrivo nel primo pomeriggio, una volta tanto un treno in orario. Posso andare a piedi, senza fretta. La luce limpida del mattino è appena turbata da un velo sottile di umidità, che si raccoglie, galleggiante e sospesa, sopra il grande fiume. 
Una bellezza antica e sempre nuova, ritmata dai ponti leggeri e insonnoliti, che continuano a tenere in dialogo - da secoli - i palazzi sontuosi delle due sponde opposte. 
Attraverso la via principale, dove negozi scintillanti celebrano la loro spocchiosa superiorità esibendo qualche ninnolo firmato a prezzi da capogiro. 
Poca gente, poca voglia di fermarsi a guardare. Solo una fila inspiegabile di giapponesi dinanzi a una mitica gioielleria. 
Un semaforo rosso raccoglie i radi passanti sfilacciati, l'uno accanto all'altro, per pochi istanti, in un crocchio involontario
 * * * * *
- Ciao, bene? Qui venduto qualcosa? Parlato con casa?
- Sì, ieri parlato. Presto nasce figlio, presto nasce figlio! Mia moglie in viaggio, viene Italia.
- Dove nasce figlio?
- Moglie in viaggio, dove trova nasce, no problema, poi loro Italia. Però io penso, penso sempre. Se gente buona, lei nasce in casa. Se gente non buona?
- Qui freddo
- Freddo qui, vero, ma pure a mia casa
  * * * * *
- Questi semafori! Non se ne può più. Però è proprio un bell'oggetto! Ti sta bene addosso. Cosa vuoi, loro si fanno pagare: il design, la griffe, tutto ha prezzo. E poi una borsetta così non si compra tutti i giorni…
- La mia amica non ci crederà. Lei dice che questo colore si trova solo all'outlet, ha telefonato, voleva andare sotto le feste
- Senti, questi giorni dobbiamo correre dal mattino alla sera. Mamma, se non andiamo alla cena della vigilia, sai com'è fatta. Lei vuole tutti, è da un mese in giro per regali. Poi dobbiamo organizzarci per san Silvestro. L'anno scorso abbiamo trovato la casa gelida, bisogna chiamare e far riscaldare per bene
- I ragazzi non vengono, hanno il loro giro
- Basta con loro! Purché non rompano, io sono stufo
 * * * * *
- Perché freddo a casa, non avete stufa?
- Non so, altri vogliono accendere poco, quest'anno pochi soldi.
- Ma quando arriva tua famiglia, bambino piccolo, come fare?
- Ma io giovane, forte, io più giro. Io con famiglia, felice. Io più giro
- Festa dove?
- Io non so cosa essere Natale, io aspetto mia moglie partorire. Lei telefona
 * * * * *
- Poi abbiamo il concerto, al circolo la tombola di beneficenza…
- Uffa, ma è proprio necessario andare quest'anno? Non posso mica venire con il solito vestitino
- Lo so, i soci ti guardano, e a te non dispiace
- Lascia stare. Sono stufa. Se la vita fosse come questo semaforo, rosso fisso, pensa che bello! Il calendario si ferma, non ci sono più queste feste che rompono, si vive alla grande, senza rotture
- Lo shopping?
- Che c'entra, lo shopping si fa lo stesso, bello mio, ma solo per noi, non per gli altri
- È verde, andiamo
- Rosso fisso, pensa che bello… 
 * * * * *
- Verde, amico, andare
- Tu vieni moschea domani?
- Sì, noi vediamo a pregare. Se notizia tua moglie, tu cerca me
- Io cerco, se notizia buona, grande festa, amico. Io correre, correre a cercare
- Verde, amico. Semaforo dura poco. Quando verde, correre
 * * * * *
Il gruppetto infreddolito e anonimo si scioglie, ognuno va per la sua strada. Non so più quale sia il vero Natale.
  * * * * *
Nascerà in una stiva tra viaggiatori clandestini.
Lo scalderà il vapore della sala macchine.
Lo cullerà il rollio del mare di traverso.
Sua madre imbarcata per tentare uno scampo o una fortuna,
suo padre l'angelo di un'ora,
molte paternità bastano a questo.
In terraferma l'avrebbero deposto
nel cassonetto di nettezza urbana.
Staccheranno coi denti la corda d'ombelico,
lo getteranno al mare, alla misericordia.
(Erri De Luca)

 

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