mercoledì 1 gennaio 2014

Augurare, voce del verbo benedire

Augurare vuol dire condividere con altri un desiderio di bene.
Ogni augurio è una benedizione, un impegno ad affermare il primato del benedire sul maledire.
Augurare Buon anno vuol dire condividere un tempo nuovo di bene, nel segno della benedizione: il tempo dei nuovi inizi, delle nuove responsabilità, delle nuove promesse…
Vorrei condividere questo augurio soprattutto con quanti coltivano nel cuore un desiderio di bene avversato dalla crudeltà, dalla violenza, da un potere ottuso e schiavo di una logica di maledizione…
Vorrei condividere il desiderio di bene che è nel cuore delle 24 famiglie italiane intrappolate a Kinshasa, in Congo, in un groviglio di burocrazia cieca e di sussulti rivoluzionari. Due mesi di attesa inutile e snervante, il lavoro sospeso, un'adozione nel guado, ostacoli inconcepibili per chi desidera il bene di bambini abbandonati…
Vorrei condividere il desiderio di bene con Padre Dall'Oglio, da mesi prigioniero in Siria, e con le tredici monache del monastero greco ortodosso di Santa Tecla, anch'esse vittime del conflitto avvelenato che sconvolge la Siria…
Vorrei condividere il desiderio di bene dei 17 migranti  ancora assurdamente bloccati a Lampedusa perché hanno voluto denunciare lo scafista e da allora hanno ricevuto in premio un fermo nel campo profughi a tempo indeterminato…
Vorrei condividere il desiderio di bene che il Presidente della Repubblica, con una voce forse per la prima volta incrinata dagli anni, ha augurato a tutti gli italiani, perché si possa ritrovare la via della concordia e della cooperazione…
Vorrei condividere il desiderio di bene con tutte le persone che cercano la pace in un paese in guerra, il cibo in un paese affamato, la giustizia in un paese ingiusto, la libertà in un paese imprigionato…
Andando ancora più lontano, vorrei condividere il desiderio di bene con tutte le vittime dell'odio, dell'indifferenza, della disperazione. Vorrei farlo arrivare a tutti i morti senza speranza e senza memoria: ai migranti affogati nel mare di Lampedusa; a chi non ha resistito alla tentazione del suicidio; ai terrostisti e ai kamikaze; a chi se ne è andato maledicendo il mondo, in solitudine, e non ha più nessuno sulla terra che lo ricordi e lo possa benedire…
Con tutti vorrei condividere la splendida benedizione che Dio ha affidato a Mosè:
         
"Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace"

(Nm 6,24-26)


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