domenica 20 aprile 2014

Quale resurrezione

Che ne è stato dell'intero esercito del faraone, con tutti i suoi carri e i suoi cavalieri, inghiottiti dalle acque mentre erano disperatamente all'inseguimento di un popolo di schiavi, guidato da Mosè verso la terra promessa? Questa pagina dell'Esodo, che si legge nella veglia pasquale, stanotte non mi è uscita dalla testa: che ne è stato di quel povero egiziano - uno dei tanti, non importa - che nella notte del Grande Passaggio non è più tornato a casa? Che ne è di tutti quelli che - in ogni tempo, ad ogni latitudine - non riescono ad attraversare il mare della vita nel momento giusto, intrappolati fra un vento furioso e una marea che torna a salire? 
Questo pensiero, di colpo, ha cominciato a pesare sul mio cuore, come un macigno: la pietra della tomba di Cristo non è rotolata via per tutti? Perché? Perché non riusciamo a camminare tutti insieme nel grande esodo verso la patria?
Pasqua è il mistero del Grande Capovolgimento.
Il rito della veglia pasquale inizia nel nulla di chiesa vuota, come una tomba cava: dal silenzio emerge la Parola, dal buio la Luce, dal vuoto la Pienezza, dalla morte la Vita… Quante discoteche, stanotte, si sono trasformate nel falso miraggio di una terra promessa! Tante parole, banali e scontate, ma nessuna Parola… Tante luci, patetiche e colorate, ma nessuna Luce… Tutto esaurito, ma tutto Vuoto… Nella banalità del nulla sembra che stia sempre per succedere qualcosa, ma non cambia mai niente: la monotonia del conformismo vive solo di false promesse.
Quella notte, nella notte del grande silenzio, in una cavità sperduta di una terra sperduta, è accaduto qualcosa, ma molta, troppa gente non se n'è ancora accorta. Il giorno prima era successo di tutto: tradimenti, rivalità, corruzione, violenza gratuita mascherata di legalità formale. E poi, la catastrofe finale, sul Golgota: un episodio di routine, che vuoi che sia un crocifissso in più e uno in meno…
Ma alla fine, nella notte di Pasqua, il Grande Capovolgimento: noi possiamo solo andare dalla vita verso la morte, Lui ci accompagna dalla morte verso la vita…
Stanotte c'era traffico in autostrada, un traffico che non inseguiva il popolo degli Israeliti: inseguiva una patria sempre troppo lontana, forse qualcuno doveva tornare a casa, o fare una consegna importante, o forse inseguiva soltanto il nulla…
Lo stupore delle donne di fronte a una tomba vuota non dirà nulla alla loro vita… E il povero fante egiziano morto affogato?
Non possiamo dirci "buona Pasqua" con l'ottimismo fatuo delle parole di circostanza.
Non possiamo accettare che quel masso sia rotolato via solo per noi; sarebbe il tradimento più odioso.
Non siamo più in fuga come gli Israeliti: la Patria ci è già stata donata, e non è una patria di terra. Forse è il caso che torniamo indietro per impedire che il muro d'acqua si richiuda su tutti gli altri.
Se non siamo capaci di questo, forse quel muro d'acqua ci ha già inghiottito.
 

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