mercoledì 10 settembre 2014

Cimitile, dove storia e spiritualità s'incontrano


L'amicizia di Franco e Pino Miano ha coinvolto me e mia moglie, insieme a un gruppo di amici legati da una comune sensibilità e responsabilità associativa in Azione Cattolica, non solo nella condivisione di un importante anniversario coniugale, ma anche nella visita al complesso delle basiliche paleocristiane di Cimitile, nei pressi di Nola, che rappresenta un patrimonio storico-archeologico unico al mondo, la cui fondazione risale al 395 d.C., quindi a pochissimi anni di distanza dal primo insediamento monastico d'Europa, realizzato da Martino di Tours nel 361 d.C.
La sorte ha voluto che in questo periodo stessi leggendo l'opera straordinaria di Peter Brown, affermato studioso della tarda antichità, appena tradotta in italiano: Per la cruna di un ago. La ricchezza, la caduta di Roma e lo sviluppo del cristianesimo, 350-550 d.C. (Einaudi, Torino 2014).
Vorrei tornare in un prossimo post sull'impianto di quest'opera, che raccoglie una documentazione ricchissima, intrecciando questioni di ordine storico, economico e teologico, che inducono a rivedere alcuni stereotipi e a ripensare in modo profondo la transizione drammatica, dopo la conversione di Costantino, dalla Roma imperiale all'istituzionalizzarsi della Chiesa.
Nella seconda parte del suo libro, Brown definisce «un'epoca di ricchezza» questo periodo affascinante e turbolento, dedicando due ampi capitoli (oltre a molti altri riferimenti occasionali) a Paolino di Nola, alla sua rinuncia radicale alla ricchezza e alla nascita del complesso di Cimitile: passando dall'Aquitania a Nola, Paolino sarebbe «un cammello molto grande… riuscito a passare per la cruna di un ago abbandonando la sua fortuna» (p. 300). 
Per lui Nola non era una città di scoprire, conoscendo da giovane il santuario di san Felice, vicino ad alcune delle notevolissime proprietà della sua famiglia. Pur definendo, malignamente, la sua come una «povertà griffata» (p. 303), secondo Brown Paolino e i suoi amici si porrebbero di fronte alla società come testimoni di uno spostamento impressionante di ricchezza, che, oltre ad essere distribuita ai poveri, destabilizzando l'assetto economico romano, affluisce verso Cimitile per aumentare lo splendore dell'abbazia di san Felice. I ricchi convertiti diventano poveri, le chiese povere cominciano a diventare ricche: ecco il paradosso - certamente interessante e discutibile - su cui gioca il libro di Brown. Nasce una nuova forma di commercium spiritale: ponendo se stesso e la sua ricchezza nelle mani di Dio, Paolino «faceva piazza pulita del sistema di limitazioni imposte dalla classe sociale di appartenenza» (p. 320). In questo modo la ricchezza poteva trasfigurarsi ed essere rilegittimata.
A sette anni dal suo arrivo il modesto santuario di san Felice, Cimitile non si riconosce più: «Nel complesso, il santuario ricostruito a Cimitile era la villa sognata da Paolino: i prati verdeggianti e i sentieri ombreggiati dei giardini che conducevano alla chiesa; i getti d'acqua delle fontane nel piccolo gioiello del cortile, la maestosa navata della basilica, rivestita in marmo e illuminata da grandi candelabri che gettavano fasci di luce alternati a profonde zone d'ombra (come nelle sale da pranzo dei ricchi) - erano tutti elementi - secondo Brown -dell'architettura delle ville tardoromane nella sua forma più lussuosa» (pp. 317-318).

 




Che cosa resta oggi di tutto questo? A inondazioni, terremoti e altri cataclismi naturali di antichissima data si è aggiunta l'incuria - ahimé anche in epoca più recente - degli uomini. Tuttavia il complesso, assediato da un'urbanizzazione asfissiante, mantiene segni inequivocabili dell'antico splendore. E la competenza appassionata dell'Associazione Meridies (http://www.meridies-nola.org/) riesce a gestire una visita di grande interesse, che la guida di Michele Napolitano, nel nostro caso, ha reso particolarmente avvincente. Forse, oltre le mete consumistiche che tanto attirano in Campania, si dovrebbe programmare anche una visita al complesso abbaziale di Cimitile, in cui un turismo intelligente consente di trasformarsi in un autentico pellegrinaggio sulle tracce della tradizione cristiana.


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