venerdì 23 ottobre 2015

I luoghi e gli altri


Il tema della cura è ormai una costante dei “Colloqui di etica”, punto di confluenza di un ambito di ricerca filosofica oggetto di particolare interesse all’Università di Macerata, che intreccia il senso e il valore del rapporto tra persona e reciprocità con un’attenzione alle coordinate spazio-temporali e alle valenze civili del suo esercizio. Il VI° Colloquio, in continuità con i precedenti, riprende questi temi ponendo in primo piano “la cura dell’abitare” e cercando di esplicitare alcuni nodi teorici sottostanti al rapporto tra “i luoghi e gli altri”. Dentro questa trama problematica è possibile esplorare le dinamiche della convivenza che plasmano una “buona vita umana”, provando a rileggere la costitutiva relazionalità degli esseri umani alla luce delle diverse forme dell’abitare, in uno spazio culturalmente e storicamente identificato, in cui prossimità e distanza, estraneità e convivenza entrano in tensione, oscillando tra cura e paura, autonomia e vulnerabilità, dipendenza e responsabilità.
La ricognizione filosofica si apre in questo modo a un’analisi fenomenologica dello “stare al mondo”, interrogandosi intorno alle condizioni di possibilità di forme più autenticamente umane, senza sottrarsi né alla configurazione di orizzonti normativi né a una ricaduta sul piano delle dinamiche istituzionali, dei processi culturali, delle prassi sociali ed educative. Il quadro teorico si fa carico, in questo modo, di rispondere anche praticamente all’urgenza di elaborare orizzonti critici e occasioni concrete per percorsi possibili di innovazione sociale.
Nascono da qui una serie di interrogativi che si pongono al centro del Colloquio: Come ridefinire un quadro teorico che consenta di ripensare l’abitare umano in una prospettiva capace di far dialogare etica privata ed etica pubblica? Quale statuto del “noi” si configura e può riconfigurarsi entro una pratica sociale e politica concretamente situata? Come riconsiderare le direttrici costituive dello spazio e del tempo, per assumere la cura dell’abitare in modo umanamente degno e responsabile? Come costruire forme non oppressive di inclusione e forme inclusive di autenticità, dentro e oltre i limiti delle tradizionali aree di competenza dell’ordine pubblico o della legalità?
La prima sessione del Colloquio, I luoghi e gli altri, si propone di istruire la questione dell'umano in uno spazio da abitare caratterizzato da identità di luogo e da pratiche di convivenza. La seconda sessione, Stare insieme tra estranei, si rivolge più direttamente al tema della città e del nesso problematico che la configura, tra autonomia ed eteronomia, inclusione ed esclusione. La terza, Cura dell’abitare, esplicita le condizioni di possibilità di un’etica della cura, in un orizzonte di reciprocità che oltrepassa l’orizzonte immediato, assumendosi il compito di custodire, trasmettere, trasformare e promuovere i luoghi e gli altri.

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