sabato 15 aprile 2017

Il mistero più grande

Viviamo nel mistero, viviamo di mistero, siamo mistero a noi stessi. 
Il mistero non ha nulla a che fare con la schiera indecente dei cortigiani dell'antiragione - populisti e fattucchieri, patetici venditori del nulla o diabolici seminatori di zizzania. 
Il mistero non è tenebra di nonsenso: è eccedenza di senso;
non è frontiera soffocante dell'inconoscibile: è orizzonte aperto dell'inesauribile; 
non è spauracchio di tutte le paure: è dono e speranza del bene.
Il mistero domanda il tirocinio paziente dell'ascolto,
l'investimento generoso della fiducia, 
la fatica lungimirante dello scavo. 
Il mistero è stupore dell'ulteriorità, ulteriorità dello stupore. 
Il suo è un luogo e un tempo dell'oltre: 
oltre le frasi fatte, 
oltre la routine
oltre ogni parola scontata, deludente, opportunista, disonorevole, scellerata.
Il mistero è la felicità che non ti aspetti: 
il sorriso oltre il pianto, 
l'amore oltre l'odio, 
la vita oltre la morte, 
il bene oltre il male.
Il mistero più grande - forse - si riassume in questo duello antico e sempre nuovo fra bene e male: un duello fatto di innocenza violata, di vite bombardate, di inferno a portata di mano. 
L'abisso demoniaco che si spalanca dinanzi al nostro tempo smarrito appartiene al solito repertorio della disperazione: non costruisce nulla, 
non guarda lontano, 
non riesce a generare un ordine dal disordine. 
Il male è sempre sterile. Come l'inferno: è incapace di futuro.
La coabitazione paradossale di bene e di male nella storia è forse il mistero più grande, l'unico per cui valga la pena di interrogarsi senza posa.
Perché? Perché preferiamo le tenebre alla luce, la violenza alla pace, la morte alla vita? 
Perché, molto spesso, perdiamo l'equidistanza tra bene e male e ci arrendiamo così facilmente alla seduzione del negativo
Sappiamo che lungo la via del male possiamo solo farci male, eppure non riusciamo a liberarci da questa tentazione autodistruttiva.
Se il bene è la prima parola, il bene sarà anche l'ultima.
Se il male è la nostra parola - seconda parola - allora ha un senso continuare a sperare.
Per questo il mistero della resurrezione non può lasciarci indifferenti.
Pasqua ristabilisce l'ordine delle cose, riporta le lancette della storia al mistero della nostra origine.
Gratitudine e speranza tornano a dialogare. 
Buona Pasqua a tutti.

1 commento:

  1. Grazie per questo testo che dice la bellezza inesauribile e feconda del mistero, in modo profondo e lirico ad un tempo, parlando a tutti gli uomini di buona volontà. Buona Pasqua da Rossana Rolando e Gian Maria Zavattaro.

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