venerdì 23 agosto 2019

Cattolici DISTRATTI in un paese in BILICO / 2. Orfani di futuro


Lo stallo della politica è forse una metafora - inquetante ma fedele - di una situazione più generale di stagnazione del paese. Continuo il percorso avviato con il post precedente, provando a mettere in relazione questa sorta di tempo sospeso, che in Italia si vorrebbe riempire solo e sempre di elezioni anticipate, con lo sguardo responsabile sul futuro, documentato da molti libri in altri paesi (a volte con titoli identici!), intercettando un processo che appassiona pochissimo gli italiani, tutti presi dal circo equestre della politica.

Il filosofo spagnolo Daniel Innerarity si chiede come sia possibile la costruzione politica della speranza collettiva in un'epoca in cui abbiamo esercitato un'ipoteca sociale sul futuro, commettendo nei confronti delle generazioni più giovani una vera e propria espropriazione temporale. In una società che ha ridotto il futuro a una discarica del presente, abbiamo dimenticato che l'essere umano è l'unico tra i viventi che sa di avere un futuro.

Secondo Jacques Attali, economista e primo presidente della Banca europa per la ricostruzione e lo sviluppo, «è oggi che si decide cosa sarà il mondo nel 2050 e si prepara quello che sarà nel 2100. A seconda di come ci comporteremo, i nostri figli e i nostri nipoti abiteranno un mondo vivibile e appassionante o passeranno un inferno, odiandoci a morte». Quando le forze del mercato avranno dato vita a un «"iperimpero", inafferrabile e planetario, creatore di ricchezze commerciali e nuove alienazioni, di estreme fortune e di estreme miserie»(p. 11), la natura potrà essere depredata e l'uomo stesso, prima di diventare un artefatto, rischierà di scomparire. Eppure, Attali è convinto «che l'orrore del futuro qui predetto contribuirà a renderlo impossibile. Se questo succederà, si disegnerà, oltre gli immensi disordini, la promessa di una Terra ospitale per tutti i viaggiatori della vita» (p. 235).

Anche Yval Noah Harari, storico israeliano che insegna all'Università ebraica di Gerusalemme, dopo il
bestseller Sapiens. Da animali a dèi, ha scritto un'altra Breve storia del futuro. All'alba del III millennio l'umanità sta riuscendo a tenere sotto controllo i suoi tre grandi nemici: carestie, pestilenze e guerre; non più tragedie inevitabili, ma sfide gestibili. Tuttavia questo messaggio di speranza comporta anche una grande responsabilità di fronte a nuove sfide: «Uno degli obiettivi fondamentali sarà proteggere il genere umano e il pianeta com un tutt'uno dai rischi connessi al nostro potere» (p. 30); infatti, nel tentativo di perseguire beatitudine e immortalità gli uomini, in effetti, stanno cercando di elevarsi al rango di dèi (p. 58s). Se riusciremo ad allungare lo sguardo in avanti in termini di decenni, le sfide più radicali, secondo Harari, sembrano essere tre: 1. la scienza sta evolvendo verso un «dogma onnicomprensivo», secondo cui gli organismi sono algoritmi e la vita è un processo di elaborazione di dati; 2. l'intelligenza si sta affrancando dalla consapevolezza, e quindi dalla forma umana; 3. algoritmi non coscienti potranno forse conoscerci meglio di quanto noi conosciamo noi stessi (p. 484).

Anche Martin Rees, astronomo e cosmologo inglese, ex presidente della Royal Society, ritiene che la grande sfida sarà quella dell'intelligenza inorganica, punto d'incontro tra manipolazioni genetiche, cibernetica e robotica. Solo un'intelligenza collettiva potrebbe far fronte alle due grandi novità di questo secolo, che  «è il primo in cui una specie terrestre, la nostra, è così potente e dominante da avere in mano il destino del pianeta» (p. XII), ed è anche «il primo in cui la razza umana potrebbe colonizzare ambienti extraterrestri» (p. XVI). Pur dichiarando di non credere in Dio, ma di condividere «con molti credenti un senso di meraviglia e di mistero» (p. 142), Rees è convinto del grande ruolo che possono avere in questi scenari «le grandi religioni, comunità internazionali che pensano a lungo termine e si preoccupano del benessere globale, soprattutto dei più poveri» (p. 167). Anche in questo caso, il libro si chiude con un messaggio positivo: «È tempo di guardare con ottimismo al futuro della vita, in questo mondo e forse in altri lontani. Dobbiamo pensare globalmente, essere razionali e pianificare a lungo termine, aiutato dalla tecnologia del XXI secolo e al tempo stesso guidati da valori che la scienza, da sola, non può fornire all'umanità» (p. 169).

Alec Ross, docente alla Columbia University e già consigliere del Dipartimento di Stato, ha origini italiane. L'introduzione all'edizione italiana del libro contiene una confessione straordinaria: sarebbe rimasto un oscuro ragazzo di campagna in un posto sperduto dell'America rurale, se non fosse venuto a vivere per un periodo con i nonni a Roma: «Il soggiorno romano mi aprì gli occhi su un mondo più grande» (pp.11 s). Un soggiorno che si ripete con un anno di studi di Storia medievale all'Università di Bologna: «La duplice esperienza di vita a Roma e a Bologna ha fatto di me quello che sono oggi» (p. 12), cioè un autore di successo, che ha contributito all'innovazione del Dipartimento di Stato americano ed ha più di 120.000 follower su FB e oltre 360.000 su Twitter. Perché questo nostro paese, che paradossalmente molto da dare agli stranieri, oggi appare paralizzato dal presentismo? Ross si limita a darci, con molta discrezione, quattro preziosi suggerimenti, che colgono bene nel segno i nostri problemi: «Rendere più facile per un'azienda nascere, crescere e fallire»; «Prendere sul serio i giovani»; «Ascoltare il parere degli imprenditori digitali italiani»; «Ridurre le barriere culturali e occupazionali con la piena partecipazione delle donne all'economia» (pp. 14 s).

Che cosa c'entra questa piccola rassegna di grandi scenari con l'attuale situazione italiana e con il ruolo dei cattolici in un paese in bilico?
NULLA.
PURTROPPO.


 
I LIBRI
- D. INNERARITY, El futuro y sus enemigos. Una defensa de la esperanza politica, Paidòs, Barcelona 2009
- J. ATTALI, Breve storia del futuro, Fazi, Roma 2016
- Y.N. HARARI, Breve storia del futuro, Bompiani, Milano 2018
- M. REES, Il nostro futuro. Scenari per l'umanità, Treccanio, Roma 2019
- A. ROSS, Il nostro futuro. Come affrontare il mondo dei prossimi vent'anni, Feltrinelli, Milano 2016

Nessun commento:

Posta un commento